Cloud e infrastruttura
Migrazione cloud: cambio di provider senza interruzioni
Passare da un provider all’altro o da un server fisico al cloud senza fermare il servizio e senza perdere nulla per strada.
Perché una migrazione fa paura
La migrazione è l’intervento più temuto dell’informatica aziendale, e per buoni motivi: il servizio che si ferma, i dati che non tornano, la configurazione che non si ricorda più chi l’avesse fatta.
La maggior parte delle migrazioni fallisce non nell’esecuzione ma nella preparazione: nessuno ha una mappa aggiornata di cosa gira dove e di cosa dipende da cosa.
La nostra migrazione parte da lì: prima si mappa, poi si pianifica, poi si esegue con una finestra di intervento minima e un piano di ritorno se qualcosa va storto.
La migrazione, passo per passo
Il momento in cui si sposta davvero dura pochi minuti. Tutto il resto è preparazione, ed è lì che si decide se andrà bene.
Inventario
Cosa c’è: applicazioni, basi dati, caselle, certificati, processi pianificati, integrazioni. Compreso quello che nessuno ricordava di avere acceso.
Copia in parallelo
Il sistema nuovo si costruisce accanto al vecchio e riceve una copia dei dati. Nel frattempo il vecchio continua a lavorare come sempre.
Prova e confronto
Si verifica flusso per flusso che il nuovo risponda come il vecchio: pagine, moduli, posta, incassi. Prima che ci lavori qualcuno.
Passaggio e sorveglianza
Il cambio si fa nella finestra concordata, di norma fuori orario, e resta un piano di rientro: se qualcosa non torna, si torna indietro.
Cosa comprende la migrazione
Analisi dell’esistente
Inventario di server, servizi, versioni, collegamenti e carichi. La mappa che oggi non esiste e che serve comunque.
Piano di migrazione
Ordine dei passaggi, finestre di intervento, prove di ripristino, piano di ritorno. Tutto scritto, niente improvvisazione.
Esecuzione monitorata
I servizi si spostano per gradi, con controlli a ogni passo. Il traffico passa solo quando il nuovo ambiente è verificato.
Verifica post-migrazione
Controlli su prestazioni, backup, certificati e avvisi: la migrazione è finita quando tutto è verificato, non quando tutto è copiato.
Gestione successiva
Dopo il trasloco l’infrastruttura resta seguita: la migrazione è il punto di partenza, non di arrivo.
Come la conduciamo
Il principio è il rollback: ogni passaggio deve poter tornare indietro. Se non si può tornare indietro, quel passaggio si scompone finché non si può.
Non migriamo tutto in una notte: i componenti si spostano per gradi, cominciando da quelli meno critici. Gli imprevisti capitano sui componenti piccoli, non sull’intero sistema.
Da dove, verso dove
Lo stack si decide sul progetto, non a priori: queste sono le tecnologie con cui lavoriamo di più, non un catalogo chiuso.
- AWS, Azure, Google Cloud
- Docker
- Linux e Nginx
- Proxmox
- MariaDB e PostgreSQL
Domande frequenti
Quanto dura una migrazione?
La durata dipende dalla quantità di dati, dal numero di applicazioni, dalla velocità delle connessioni e dalla complessità dell’infrastruttura. Una migrazione semplice può richiedere pochi giorni, mentre progetti più articolati vengono pianificati in più fasi. Dopo l’analisi iniziale forniamo una roadmap con tempi, attività e possibili finestre di interruzione.
Come vengono gestiti i rischi durante una migrazione cloud?
Prima della migrazione realizziamo backup, verifichiamo compatibilità e dipendenze e definiamo un piano di ritorno alla configurazione precedente. I nuovi ambienti vengono testati prima del passaggio definitivo e la vecchia infrastruttura viene mantenuta disponibile finché dati, applicazioni e accessi non sono stati verificati.
È possibile cambiare cloud provider senza interrompere il lavoro degli utenti?
In molti casi sì, oppure limitando l’interruzione a una breve finestra programmata. La continuità dipende dai sistemi coinvolti, dalla quantità di dati e dalle integrazioni esistenti. Pianifichiamo la migrazione per fasi e, quando possibile, eseguiamo il passaggio definitivo fuori dagli orari di maggiore attività.
Quanto costa spostare tutto
Dipende dal numero di servizi, dalla loro complessità e dallo stato della documentazione esistente. Si stima dopo l’analisi: è il primo passo, e serve comunque.
Fateci vedere cosa avete acceso
Server, siti, caselle, contratti in scadenza: mandateci l’elenco e vi diciamo cosa comporta prenderlo in gestione, con che tempi e con quale canone. La migrazione la facciamo noi.
Nessun impegno iniziale.